venerdì 12 marzo 2010

E viva!!!

"Avrei desiderato che tutto ciò non fosse mai accaduto ai miei giorni", esclamò Frodo.

"Anche io" annuì Gandalf " come d'altronde tutti coloro che vivono questi avvenimenti. Ma non tocca a noi scegliere. Tutto ciò che possiamo decidere è come disporre del tempo che ci è stato dato".

sabato 27 febbraio 2010

Calvino

La pecora nera

C'era un paese dove erano tutti ladri.
La notte ogni abitante usciva, coi grimaldelli e la lanterna cieca, e andava a scassinare la casa di un vicino. Rincasava all'alba, carico, e trovava la casa svaligiata.
E così tutti vivevano in concordia e senza danno, poichè uno rubava all'altro, e questo a un altro ancora e così via, finchè non si arrivava a un ultimo che rubava al primo.
Il commercio in quel paese si praticava solo sotto forma di imbroglio e da parte di chi vendeva e da parte di chi comprava. Il governo era un'associazione a delinquere ai danni dei sudditi, e i sudditi dal canto loro badavano solo a frodare il governo.
Così la vita proseguiva senza inciampi, e non c'erano nè ricchi nè poveri.
Ora, non si sa come, accadde che nel paese si venisse a trovare un uomo onesto. La notte, invece di uscirsene col sacco e la lanterna, stava in casa a fumare e a leggere romanzi.
Venivano i ladri, vedevano la luce accesa e non salivano. Questo fatto durò per un poco: poi bisognò fargli comprendere che se lui voleva vivere senza far niente, non era una buona ragione per non lasciar fare agli altri. Ogni notte che lui passava in casa, era una famiglia che non mangiava l'indomani.
Di fronte a questa ragioni l'uomo onesto non poteva opporsi. Prese anche lui a uscire la sera per tornare all'alba, ma a rubare non ci andava. Onesto era, non c'era nulla da fare. Andava fino al ponte e stava a veder passare l'acqua sotto. Tornava a casa, e la trovava svaligiata.
In meno di una settimana l'uomo onesto si trovò senza un soldo, senza di che mangiare, con la casa vuota. Ma fin qui poco male, perchè era colpa sua; il guaio era che da questo suo modo di fare ne nasceva tutto uno scombinamento. Perchè lui si faceva rubare tutto e intanto non rubava a nessuno; così c'era sempre qualcuno che rincasando all'alba trovava la casa intatta: la casa che avrebbe dovuto svaligiare lui. Fatto sta che dopo un poco quelli che non venivano derubati si trovarono ad essere più ricchi degli altri e a non voler più rubare. E, d'altronde, quelli che venivano per rubare in casa dell'uomo onesto la trovavano sempre vuota; così diventarono poveri.
Intanto, quelli diventati ricchi presero l'abitudine anche loro di andare la notte sul ponte, a veder l'acqua che passava sotto. Questo aumentò lo scompiglio, perchè ci furono molti altri che diventarono ricchi e molti altri che diventarono poveri.
Ora, i ricchi videro che ad andar la notte sul ponte, dopo un po' sarebbero diventati poveri. E pensarono:- Paghiamo dei poveri che vadano a rubare per conto nostro-.
Si fecero i contratti, furono stabiliti i salari, le percentuali: naturalmente sempre ladri erano, e cercavano di ingannarsi gli uni con gli altri. Ma, come succede, i ricchi diventavano sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri.
C'erano dei ricchi così ricchi da non aver più bisogno di rubare e di far rubare per continuare ad essere ricchi. Però se smettevano di rubare diventavano poveri perchè i poveri li derubavano. Allora pagarono i più poveri dei poveri per difendere la roba loro dagli altri poveri, e così istituirono la polizia, e costruirono le carceri.
In tal modo, già pochi anni dopo l'avvenimento dell'uomo onesto, non si parlava più di rubare o di essere derubati ma solo di ricchi o di poveri; eppure erano sempre tutti ladri.
Di onesti c'era stato solo quel tale, ed era morto subito, di fame.

giovedì 21 gennaio 2010

Haiti

Depois da revolução de 1804, o Haiti foi sujeito a um debilitante embargo economico pela França e pelos EUA. As sanções americanas duraram até 1863. A França acabou por usar o seu poderio militar para forçar o Haiti a pagar indenizações pelos escravos que foram libertados. As indenizações foram de 150 milhões de francos. (A França vendeu todo o território da Louisiana aos EUA por 80 milhões de francos!).

Há trinta anos o Haiti não importava arroz. Hoje o Haiti importa quase todo o seu arroz. Embora o Haiti fosse a capital do açúcar do Caribe, hoje também importa açúcar. Porquê? Os EUA e as instituições financeiras mundiais dominadas pelos EUA – o Fundo Monetário Internacional e o Banco Mundial – forçaram o Haiti a abrir os seus mercados ao mundo. Depois os EUA despejaram no Haiti milhões de toneladas de arroz e açúcar subsidiados pelos EUA – arruinando os seus agricultores e arruinando a agricultura haitiana. Ao arruinar a agricultura haitiana, os EUA forçaram o Haiti a passar a ser o terceiro maior mercado mundial do arroz americano. Foi bom para os lavradores americanos, mau para o Haiti.






giovedì 14 gennaio 2010

Amanhã é 15 de janeiro
















(massa e molho de frango, pessoalmente produzidos, e viva o 13.869 dia!!!)

Segundo o costume ou senso comum do mundo ocidental, amanhã completo 38 anos de vida.

Da parte minha lhes digo que, em verdade, e não basta que uma transformação simples de unidade de medida, será o meu 13.870 dia de vida.

Prefiro assim, um pouco para assumir a posição “do contra”, como sempre fiz e que nos últimos anos intesificou-se?

Não sei.

Estou tentando antecipar as conclusões que um homem normal consegue definir aos 262.800 dias (60 anos) de idade, ou seja, que a vida é bela demais e curta demais para ser vivida em anos.

Discurso mais batido que “carreiro"* da "fruteira”**? Sim.

Mas como tantos lugares comuns, as verdades da vida, são tao decantadas, escritas, repetidas, banalizadas que perdem o efeito do seu sentido verdadeiro, isso faz com que o cortejo moderno continue caminhando na mesma direção sem compreender esses avisos que estão à beira da estrada.

Até o momento em que, depois de 262.800 dias o cidadão se da conta do erro, não é tarde ainda, mas 2 terços do caminho já passaram, e tentar com 60 anos recuperar o que se deveria ter feito com 20 não só é difícil como improvável.

Mas teimamos em queimar a vida na pasmaceira da formiga, sim que ser formiga é importante, mas 2/3 da vida como formiga não lhes parece um pouco exagerado?

Só de pensar que vivi 13.870 dias da única vida que terei, e cheguei a gastar muitas dessas dadivas em atividades repetidas e muitas vezes desgostosas me faz ficar ansioso, me faz querer reparar o dano, antes que seja tarde, mesmo sabendo que tarde sempre será , pois para esses belos, que tenham sido, 13.870, não existe mais retorno.

Essa conclusão me faz amar com tanta intensidade as pequenas coisas da vida, os pequenos momentos, amar o próximo, perdoar os erros, valorizar um dia de sol, ou um dia de neve, da mesma forma, tanto que aquele dia não mais voltará .

Valorizar esse momento, no qual escrevo aos que me querem bem, ou não, momento em que tento sintetizar a sabedoria adquirida, tarefa delicada pois a verdade se encontra entremeada de vários atalhos e uma palavra mal colocada pode induzir ao erro, uma palavra mal interpretada, por melhor intensão que a mova, pode causar danos ao invés de alegrias.

Pois bem, dia 15 de janeiro vivo o dia 13.870.

Deixa eu correr la porque preciso degustar o 13.869!!!



* - termo usado para definir o caminho batido pelos pedestres, se forma uma trilha priva de vegetação em função do intenso tráfego.
** - termo serrano usado para definir os pés de fruta que ficam atrás da casa, mais conhecido no resto do pais como “pomar”.


Alfredo:
Libiamo, libiamo ne'lieti calici
che la belleza infiora.
E la fuggevol ora s'inebrii
a voluttà.
Libiamo ne'dolci fremiti
che suscita l'amore,
poichè quell'ochio al core
Omnipotente va.
Libiamo, amore fra i calici
più caldi baci avrà.
All:
Ah, libiamo;
amor fra i calici
Più caldi baci avrà

Violetta:
Tra voi tra voi saprò dividere
il tempo mio giocondo;
Tutto è follia nel mondo
Ciò che non è piacer.
Godiam, fugace e rapido
e'il gaudio dell'amore,
e'un fior che nasce e muore,
ne più si può goder.
Godiam c'invita un fervido
accento lusighier.
All:
Godiam, la tazza e il cantico
la notte abbella e il riso;
in questo paradise
ne sopra il nuovo dì.
Violetta:
La vita è nel tripudio

Alfredo:
Quando non s'ami ancora.

Violetta:
Nol dite a chi l'ignora,

Alfredo:
e' il mio destin così ...

All:
Godiamo, la tazza e il cantico
la notte abbella e il riso;
in questo paradiso ne sopra il nuovo dì.

lunedì 4 gennaio 2010

"Il miglior capitano non è colui che sa affrontare le tempeste, ma colui che le guarda dalle vetrate del ristorante del marina".

mercoledì 23 dicembre 2009

Honorina





Lendo hoje o livro Canais da França me deparei com a informação de que existe uma cidade com cerca 33 mil habitantes, situada no departamento dos Yvelines na região de Ile de France, chamada Conflans-Sainte-Honorine, em homenagem à Santa Honorina, padroeira dos marinheiros!!!

Escolhi o nome de minha nona para o barco, não imaginava que era um nome tao ligado à vida de mar!

Existe, inclusive, um barco-capela consagrado à Santa Honorina, tradicionalíssimo e muito visitado por viajantes de passagem pela cidade.

Passarei por la com certeza (é no caminho para Paris), e farei uma oração pela família...a Honorina, aquela que vive em São Francisco de Paula, e que doou toda a sua vida aos descendentes merece.

Quantas outras lindas surpresas essa viagem reserva? Nem começou e já me porta tantas e tantas satisfações.

P.S. Dia 06/01/2010 tem visita ao barco no porto de Gosport, manutenção do convés, negociação de outro motor e um grande abraço!!!

martedì 17 novembre 2009

Inserito il - 17/11/2009 : 22:02:43
Navigando


non é lontano il paradiso
almeno non é lontano per me
e se il vento é giusto puoi navigare lontano
e trovare tranquillità
la vela puo fare miracoli
aspetta e vedrai
credimi

non é lontana la terra di nessuno
nessuna ragione di fingere
e se il vento é giusto troverai ancora
la gioia dell’innocenza
la vela puo fare miracoli
aspetta e vedrai
credimi

Navigando
portami lontano
dove ho sempre sentito potesse essere
solo un sogno e il vento mi conduce
presto sarò libero

Fantasia
mi porterà il meglio per me
quando sto navigando
tutto é preso in una favola
ogni parola é una sinfonia
non mi vuoi credere

non é lontano dal buon senso
almeno non lo é per me
e quando il vento é giusto puoi navigare lontano
e trovare serenità
la vela può fare miracoli
aspetta e vedrai
credimi